Vince chi si affida al FATTORE “T”

Vince chi si affida al FATTORE T

Non vince chi risparmia, ma chi si affida al FATTORE “T”

Non lo dico io, ma un certo Warren Buffett. Lo conosci? E’ solo secondo al mondo con un patrimonio di 76,5 miliardi.

Se ti hanno raccontato che il solo risparmiare farà di te un uomo ricco, forse è il caso che continui la lettura di questo articolo.

Chi crede in questo assunto, parte in svantaggio. La parsimonia (o ancora peggio l’avarizia) non sono amici della ricchezza.

Certo, si può essere entrambe le cose: parsimoniosi e ugualmente miliardari, come non nasconde di essere il guru Warren Buffett.

Nonostante sia super-ricco grazie ai suoi asset, Buffett vive ancora nella stessa casa che comprò 50 anni fa con sua moglie: tre stanze e niente più. Buffett non è diventato miliardario per la sua parsimonia ma perché ha saputo fare affidamento nel “fattore T”.

Non CULO, come sentite dire in giro certi. “Quello è ricco, chissà che CULO ha avuto nella vita!”. Chiacchiere da Bar…Veniamo a noi.

Se non avesse puntato da giovane tutto sul “fattore T”, Buffett non sarebbe diventato un guru, né un super-ricco. Probabilmente sarebbe rimasto ugualmente parsimonioso, ma non sarebbe diventato quello che è oggi.

Tutto questo perché Buffett sa bene che:

nella vita la risorsa più preziosa non è il denaro, ma il TEMPO.

Solo chi investe nel tempo può ambire ad accumulare una vera e clamorosa ricchezza in qualsiasi sfera, inclusa quella del denaro. Il motivo per cui oggi il 10% della popolazione mondiale detiene circa il 90% della ricchezza globale è che questo 10% investe prima di tutto nel tempo.

Ma come si fa?

E’ prima di tutto un passaggio mentale. Bisogna acquisire la convinzione che il proprio tempo sia prezioso, la risorsa più importante che abbiamo a disposizione.

Perché il tempo ci permette di acquisire delle conoscenze che ci possono permettere di compiere salti quantici in qualsiasi campo. Ovvio che tutto passa dallo studio, l’esperienza e gli errori.

Chi non capisce questo punto, è destinato a far parte del 90% della popolazione, della massa. La stessa massa che preferisce spendere 50 euro per andare in autobus dal Sud Italia in Germania impiegando tre giorni, anziché 200 euro per compiere lo stesso tragitto in due ore d’aereo.

Investire nel tempo significa non avere la parsimonia del risparmio in denaro a tutti i costi (come nell’esempio del tragitto in autobus) perché in tre giorni di tempo (moltiplicati per altri tre giorni e moltiplicati per altri tre) si possono acquisire le conoscenze per fare la differenza. In qualsiasi campo.

Chiaro il concetto? Hai speso di meno, ma in quel frangente di TEMPO quante cose avresti potuto fare? Magari avresti letto un paio di libri o seguire qualche corso interessante!

Chi vuole fare la differenza in questo ambito deve prima conoscere come gira il mondo dei soldi e tutto quello che ruota attorno.

Delegare semplicemente ad esperti la gestione dei propri risparmi può essere una buona cosa, ma in questo modo è bene sapere che si rinuncia mentalmente in partenza al concetto di ricchezza e si sceglie quello della difesa.

Chi appartiene al 10% della popolazione va all’attacco, investendo pesantemente nel “fattore T” e nelle conoscenze.

Il 90% gioca invece in difesa, ed è per questo che perde la possibilità di compiere il salto quantico dall’altra parte.

Se sarà stato bravo avrà difeso i propri risparmi dall’inflazione e dalla volatilità delle Borse, niente di più…

Einstein diceva:

Ci sono due modi per vivere la vita. Uno è pensare che non esistono miracoli. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.

Einstein apparteneva alla seconda categoria. E, per tutta la vita, per ogni singolo istante, investiva nel “fattore T”.

Ad maiora,

Vincenzo.

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