Educazione Finanziaria : La Parabola dell’Acquedotto

Parabola dell'acquedotto

LA PARABOLA DELL'ACQUEDOTTO

Mentre giravo sul web, sono rimasto colpito da questa Parabola piena e densa di significati.

Mi ci sono visto, mi ci sono immedesimato dal momento che anche io (ahimè) ho un passato da dipendente. 15 anni bruciati a portare secchi pieni di acqua…e non appena mi fermavo un attimino, rischiavo di morire di sete.

Non voglio anticiparti nient’altro, leggi la parabola e dimmi cosa ne pensi.

C’erano una volta, in un villaggio di tanto tempo fa, due amici per la pelle, Paolo e Bruno. Erano grandi lavoratori, ma vivevano di lavori saltuari perché nel villaggio c’era molta povertà e molte volte non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena. Gli abitanti del villaggio per rifornirsi di acqua dovevano recarsi al fiume vicino, ma questo creava notevoli disagi tanto che il capo del villaggio, un giorno, decise di far costruire una cisterna.

Paolo e Bruno venne dato l’incarico di trasportare l’acqua dal fiume alla cisterna e sarebbero stati pagati con un soldo per ogni secchio d’acqua trasportato. Paolo e Bruno erano felicissimi, finalmente un lavoro stabile che avrebbe consentito loro di vivere senza problemi. Tuttavia, ben presto, la fatica si fece sentire e, pensa e ripensa, a Paolo venne un’idea: “E se costruissimo un acquedotto che portasse l’acqua direttamente dal fiume alla cisterna?”.

Comunicò l’idea a Bruno, ma Bruno, che non vedeva al di là del proprio naso, non riuscì a capire cosa poteva significare quel progetto. Paolo più ci pensava e più si convinceva della bontà dell’idea e allora, dopo un ultimo tentativo con Bruno, decise di farlo da solo. 

Paolo sapeva che sarebbe stato durissimo, avrebbe dovuto trasportare secchi di giorno e lavorare all’acquedotto di notte, ma non si scoraggiò. Si procurò gli attrezzi e incominciò il suo acquedotto; il lavoro era pesantissimo, Paolo fu più volte sul punto di rinunciare, ma aveva la visione dell’acquedotto finito e di tutto quello che avrebbe significato e questa visione gli faceva sentire di meno la fatica e gli dava la forza per andare avanti.

Passava il tempo, Paolo era sempre più stanco, ma sempre più contento perché il suo acquedotto progrediva. Bruno e i suoi amici lo prendevano in giro sicuri che non ce la poteva fare, ma Paolo continuava imperterrito nel suo lavoro, “vedeva” il suo obiettivo, era sicuro che lo avrebbe raggiunto e che si sarebbe preso le sue rivincite. Alla fine Paolo completò l’acquedotto e venne il giorno dell’inaugurazione, il capo villaggio con tutti i notabili erano lì presenti ad assistere all’evento, Paolo tolse le barriere e l’acqua prese a passare dal fiume alla cisterna che gradualmente cominciò a riempirsi.

Paolo diventò l’uomo più ammirato del villaggio, adesso poteva avere tanti soldi senza lavorare, tutti i suoi sogni si potevano realizzare. Bruno invece perse addirittura il lavoro, ritornò a vivere di lavoretti come prima e si struggeva nel rimpianto di non essere riuscito a capire quello che gli aveva proposto il suo amico Paolo.

Ma a Paolo venne un’altra idea per aiutare il suo amico e senza perdere tempo gliela comunicò; gli disse: “Cosa ne pensi se noi andassimo nel villaggio vicino e proponessimo al capo villaggio di fare un acquedotto anche per il suo villaggio? Naturalmente il lavoro lo dovresti fare tu, io, con l’esperienza che ho acquisito, ti aiuterei quando incontreresti dei problemi. Il capo villaggio dovrebbe pagare te in base all’acqua che dal fiume passerebbe alla cisterna e tu daresti a me soltanto una piccola percentuale”.

Bruno non ci pensò un attimo, questa volta vide subito l’opportunità che gli veniva proposta e insieme andarono dal capo del villaggio vicino. Così Bruno impiegò molto meno tempo di Paolo a completare il nuovo acquedotto perché, oltre ad avere più tempo, si avvaleva anche dell’esperienza di Paolo. Anche Bruno, quindi, ebbe tanti soldi e anche lui poté realizzare i suoi sogni e non chiedeva niente altro, ma Paolo era molto più ambizioso e aveva una mente molto più aperta.

Gli venne un’altra idea. Pensò di andare in altri villaggi e di cercare altre persone disposte a fare acquedotti e a versare a Paolo e a Bruno una percentuale sui guadagni che loro avrebbero avuto, la comunicò a Bruno e questi, che ormai accettava tutto quello che il suo amico gli proponeva, fu entusiasta dell’idea.

Cominciarono così a visitare i vari villaggi della regione; molti non vedevano l’opportunità e rifiutavano l’offerta, alcuni, più lungimiranti, accettavano con entusiasmo. E così, acquedotto dopo acquedotto, Paolo e Bruno diventavano sempre più ricchi e si arricchivano anche quelli che avevano creduto nella loro proposta, mentre quelli che avevano rifiutato l’offerta si ritrovavano a condurre la misera vita di sempre.

Ora rispondi onestamente a te stesso. Vuoi essere un portatore di Secchi oppure un costruttore di Acquedotti?

I portatori di secchi passano il resto della loro vita a scambiare tempo per denaro. E non importa che tu sia qualificato o meno. Chi fa l’avvocato o il medico o chi lavora infinite ore nella sua impresa, avrà un secchio grande e porterà più acqua, ma starà sempre scambiando tempo con denaro. Non appena si fermano sai cosa succede. L'acqua finisce di fluire.

Ora puoi continuare a raccontarti le solite balle

  • Ho trasportato secchi tutta la vita, preferisco continuare
  • Un amico di mio cuGGino mi ha detto di conoscere la sorella di un amico che ha provato e ha fallito
  • Solo chi ha soldi fa tanti soldi
  • Non ho tempo
  • So di persone che hanno perso soldi
  • Non è per me
  • ...e tante altre stronzate del genere

...non fraintendermi.

Non ti sto chiedendo di lasciare tutto quello che hai fatto fin'ora

Tornando alla parabola, Paolo continuava a portare secchi mentre costruiva l’Acquedotto. L’importante è capire che costruire un acquedotto non è avere un altro lavoro, ma creare un sistema per generare ricchezza e raggiungere la Libertà Finanziaria.

Non si diventa ricchi da un giorno all'altro. La ricchezza è un percorso. Sta a te muovere il primo passo e salire il primo gradino. Con fiducia.

Vincenzo.

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